Il 26 novembre 2025 ho partecipato, con grande interesse, all’incontro dedicato all’educazione sessuo-affettiva organizzato nella Sala Consiliare del Terzo Municipio di Roma.

È stata un’occasione preziosa per aprire un dialogo con genitori, insegnanti e professionisti del benessere psico-fisico su un tema che richiede attenzione, ascolto, consapevolezza e collaborazione.
Bambini e adolescenti hanno bisogno di potersi confrontare su affettività e sessualità, e per questo la loro rete di riferimento, composta da scuola, famiglia, associazioni e altre realtà educative, deve saper cogliere i loro vissuti e accogliere la loro naturale curiosità.
Durante il dibattito è emerso con forza quanto sia importante prestare attenzione alle richieste, esplicite e implicite, dei giovani. Quando la sinergia tra gli adulti della rete educativa viene meno, infatti, i ragazzi sono costretti a cercare risposte altrove. Così facendo, rischiamo di non intercettare più i loro bisogni emotivi e informativi e di esporli a fonti non adeguate, come contenuti online, informazioni provenienti dai pari o materiali che non offrono garanzie di affidabilità.
Negli ultimi anni stiamo inoltre assistendo a un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili, come HPV e gonorrea. Questi dati, spesso sottovalutati, ci ricordano l’importanza di offrire ai giovani informazioni corrette, accessibili e scientificamente fondate. Un altro elemento da considerare è la facilità con cui bambini e adolescenti accedono alla pornografia: contenuti altamente artificiali che possono contribuire allo sviluppo di immaginari distorti su intimità, consenso, corpo e relazioni.
Offrire un’educazione sessuo-affettiva appropriata, basata su un confronto serio e supportato da evidenze scientifiche, significa aiutare i più giovani a interpretare ciò che incontrano nel mondo, sia reale sia digitale. I ragazzi possono essere molto curiosi: le loro domande sono spesso dirette, inaspettate o difficili da affrontare per noi adulti. Accogliere tali richieste di confronto è fondamentale. Evitare l’argomento o rimandarlo indefinitamente non li protegge; al contrario, rischia di allontanarli e di inibirli, rendendo più improbabile che in futuro si sentano a loro agio nel confidarsi.
Mantenere uno spazio di ascolto appropriato e autentico permette ai giovani di percepire gli adulti come figure affidabili a cui rivolgersi. Non esistono temi che non si possano affrontare: esistono modi adeguati di rispondere, calibrati sull’età, sul livello di sviluppo e sulla sensibilità di ciascun ragazzo. Confrontarsi in modo chiaro e rispettoso li aiuta a costruire una visione integrata di sé, degli altri, delle relazioni, del corpo e dell’affettività.
È normale, per un genitore o un educatore, non sentirsi sempre preparato: alcuni temi toccano paure, imbarazzi o esperienze personali. In questi casi, prendersi del tempo per riflettere, approfondire o chiedere supporto a un professionista può essere molto utile. Così facendo diamo ai ragazzi un esempio concreto di cura per la propria salute e per il proprio benessere, e di rispetto per quello degli altri.
Proprio in questi giorni l’Ordine degli Psicologi del Lazio ha presentato le Linee di Impegno Interistituzionali, frutto del lavoro del Gruppo di Lavoro Psicologia della Sessualità e dell’Affettività. Da questo lavoro emergono alcuni elementi fondamentali, come il riconoscimento del profilo scientifico dell’educazione sessuo-affettiva, l’inserimento dell’educazione sessuale e affettiva nei curricoli scolastici di ogni ordine e grado e la costruzione di un’alleanza strutturata tra genitori, scuola, parti sociali, istituzioni e comunità scientifica.
In conclusione, l’educazione sessuo-affettiva è un processo continuo, che segue le tappe di sviluppo di ogni minore e che merita attenzione e cura. Ciascuno di noi, nel ruolo che ricopre, può contribuire a sostenere questo processo, promuovendo in ogni contesto un confronto aperto, rispettoso e costruttivo.